Vent’anni fa, Automobili Lamborghini decise di compiere un passo che avrebbe cambiato per sempre il destino del marchio: creare un dipartimento interno interamente dedicato al design. Nasceva così il Centro Stile Lamborghini, inaugurato ufficialmente nel 2005 a Sant’Agata Bolognese, che oggi festeggia il suo ventesimo anniversario.
Quella scelta pionieristica — allora unica nel mondo delle super sportive — ha dato vita a una vera e propria rivoluzione creativa. Da quel momento ogni modello, dalle one-off da collezione alle supercar di serie, è stato concepito e plasmato all’interno delle mura di Sant’Agata, consolidando un linguaggio stilistico diventato inconfondibile.
Una tradizione che affonda le radici nella visione di Ferruccio
Fin dalle origini, Ferruccio Lamborghini aveva intuito l’importanza del design per distinguere le proprie GT. Dal prototipo 350 GTV alla Miura firmata Bertone, fino alla rivoluzionaria Countach degli anni ’70, lo stile è sempre stato parte integrante dell’identità del marchio.
Con la nascita del Centro Stile, questa cultura si è trasformata in metodo: proporzioni, linee tese, superfici pulite e dettagli iconici come le firme a Y e gli esagoni sono diventati il codice genetico di Lamborghini.
I quattro direttori che hanno segnato il percorso
In questi due decenni si sono alternati quattro direttori del design, ognuno con un contributo decisivo.
Questa contaminazione ha reso Lamborghini un marchio riconoscibile in ogni contesto, capace di dettare tendenze senza mai inseguirle.
Guardando ai prossimi vent’anni
Il futuro porta con sé nuove sfide: catene cinematiche ibride, aerodinamica avanzata, materiali innovativi e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi creativi. Ma, come ricorda Mitja Borkert, «la decisione finale resterà sempre umana».
Il Centro Stile Lamborghini si prepara così ad affrontare i prossimi vent’anni con la stessa filosofia che l’ha reso celebre: curiosità, audacia e capacità di sorprendere. Perché se il passato ha regalato al mondo icone come la Countach, la Diablo, l’Aventador e la Revuelto, il futuro promette di essere altrettanto rivoluzionario.
Luc Donckerwolke ha tracciato la via con la Murciélago e la Gallardo, modelli che hanno segnato una svolta moderna e muscolare.
Filippo Perini ha portato Lamborghini a una nuova maturità con progetti come Aventador, Huracán e le iconiche Reventón e Veneno, che hanno introdotto motivi e geometrie oggi divenuti segni distintivi.
Walter de’Silva, allora responsabile del design Audi, fu l’artefice dell’idea stessa di un centro stile interno, intuendo la necessità di proteggere il DNA Lamborghini attraverso l’indipendenza creativa.
Dal 2016, Mitja Borkert guida il dipartimento con uno sguardo rivolto al futuro, firmando progetti che spaziano dal Super SUV Urus alla rivoluzionaria Revuelto, la prima HPEV della Casa del Toro.
Questa contaminazione ha reso Lamborghini un marchio riconoscibile in ogni contesto, capace di dettare tendenze senza mai inseguirle.
Guardando ai prossimi vent’anni
Il futuro porta con sé nuove sfide: catene cinematiche ibride, aerodinamica avanzata, materiali innovativi e l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi creativi. Ma, come ricorda Mitja Borkert, «la decisione finale resterà sempre umana».
Il Centro Stile Lamborghini si prepara così ad affrontare i prossimi vent’anni con la stessa filosofia che l’ha reso celebre: curiosità, audacia e capacità di sorprendere. Perché se il passato ha regalato al mondo icone come la Countach, la Diablo, l’Aventador e la Revuelto, il futuro promette di essere altrettanto rivoluzionario.

